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La parola Politica deriva dal
greco 'polis', cioè città, comunità e quindi comprende
quell'insieme di comportamenti che servono a gestire la vita
pubblica, ivi compresi, quindi, i sistemi di governo ed i rapporti
con l'esterno. Con il tempo il valore semantico si è
esteso a significare tutte quelle azioni che le autorità mettono in
atto per organizzare un settore della vita civile: la politica
della casa, della viabilità, della famiglia, ecc.
Tornando al significato
originario, la Politica ha espresso nel tempo sistemi diversi di
governo influenzata dai sistemi filosofici prevalenti al momento e
dagli interessi delle lobbie che più hanno potuto ottenere voce in
capitolo.
Non sono in grado di portare avanti un discorso filosofico sull'argomento (qui a fianco ci sono i ritratti di alcuni grandi autori che se ne sono occupati in tempi diversi) ciò che desidero fare, invece è esporre quello che "io" penso della Politica cercando di rafforzare il mio discorso con esempi storici che mi tornano alla mente e con l'esperienza che a ciascuno di noi deriva dal riflettere, nel breve tempo della nostra vita, sui comportamenti nostri e degli altri, aiutato, in quest'epoca multimediale da quanto osserviamo tramite la televisione, internet, giornali, ecc.
Io credo che alla base
di tutti i nostri comportamenti ci sia l'istinto di
conservazione, è come se in ciascuno di noi ci fosse scritto: Cerca
di sopravvivere, accoppiati, proteggi - anche a costo della tua
vita - i tuoi figli....; il terzo punto (i figli) sembra
essere il più importante: la cronaca quasi quotidianamente,
ci riferisce di genitori che durante terremoti, incidenti
d'auto, ecc. sono morti coprendo con il proprio corpo i
figli; senza necessità di ricorrere a drammatici esempi, questo
istinto è davanti agli occhi di tutti nei nostri ed altrui
comportamenti nella vita di ogni giorno.
Questa necessità porta, come sottoprodotto, il
bisogno di costituire "clan" che contribuiscano a portare
a buon fine quest'opera di protezione. Tali
"clan" hanno una struttura a "cipolla": parenti
più stretti, amici intimi, parentela allargata, e (a seconda dei
momenti storici) coloro che hanno il nostro stesso credo politico o
religioso
oppure che sono della nostra
stessa razza/nazionalità....tutti gli altri sono un
pericolo!!!
Non che all'interno del nostro clan non possano annidarsi dei
serpenti, ma nell'insieme il sistema funziona così.
In realtà il nostro modo di comportarci è analogo a quello di molte
altre specie animali (anche se la nostra presunzione porta a
minimizzare queste similitudini) infatti così fanno anche iene e
licaoni, solo che loro limitano la costituzione del clan a livello
di parentela allargata non avendo ancora sviluppato un credo
politico/religioso;-)
Questo fenomeno condiziona pesantemente la
Politica che non si ispira mai a criteri di equità ma di pura
convenienza per la parte che rappresentiamo a scapito della parte
avversa. In realtà, aldilà di puri discorsi di facciata, ciò
che sarebbe giusto sarebbe cercare di garantire a tutti il livello
di reddito di una famiglia media degli anni '50
contemporaneamente restituendo il maltolto alle popolazioni del
terzo e quarto mondo
(specialmente a queste ultime che non hanno,
letteralmente, gli occhi per piangere visto che vengono loro
"cavati", insieme a qualche altro pezzo, per donarli a
persone bisognose del democratico occidente). Tutti, infatti,
sappiamo che i Paesi "avanzati" consumano tre quarti
delle risorse mondiali pur essendo soltanto un quarto della
popolazione della Terra. Questo, però, vorrebbe dire
rinunciare alle scatolette di cibo tanto pubblicizzate per i nostri
poveri cagnetti e gattini, a vestiti e scarpe che portano il logo
di note marche per lo più statunitensi (ma anche italiane), i
nostri poveri bambini dovrebbero tornare a giocare a "mazza e
niccia" e "picca" anziché con robot e macchinine
(fabbricati da loro coetanei in chissà quale remoto Paese)
abbandonati tristemente dopo due giorni in una cestona strapiena
(anche quella fabbricata per due soldi chissà dove!), sempre i
nostri poveri bambini dovrebbero finalmente mangiare tutto e
qualunque cosa portata a tavola (così qualcuno smetterebbe di dirmi
che mi comporto in modo tirannico con mio figlio), i nostri
depressi ragazzi smetterebbero di frequentare i pub (ma avete visto
quanto costa una birra?) fino alle tre di notte e poi ci sarebbe il
grosso vantaggio di smettere di discutere sui 160 Kmh su
autostrada: con un 900 cc. di cilindrata l'argomento verrebbe
immediatamente archiviato....e via discorrendo.
La Democrazia è soltanto uno dei tanti sistemi di
governo che sono stati utilizzati nel mondo ed è quello con cui
viene definito il sistema di governo di tutti i Paesi
Occidentali.
A mio avviso questa non è una Democrazia bensì un'Oligarchia
(Governo di pochi) infatti è gestita dai Partiti e non dico noi, ma
quanti dei nostri conoscenti vanno a votare sapendo chi siano i
candidati proposti da queste Istituzioni che, di per sé, sono
lontanissime dalla gente, mostri che di volta in volta cavalcano le
tigri (di maoista memoria) che possano attrarre i consensi
necessari a vincere le elezioni....salvo , poi, disattendere
sistematicamente le promesse elettorali. Potrebbe, secondo
voi, questa oligarchia dei partiti gestire una sacrosanta
restituzione delle risorse al Sud del mondo?
La mia risposta è NO! (vale per me, voi potete essere di parere diverso ma mi dovete spiegare perché;-))Gli elettori non approverebbero, spinti come sono dall'istinto di conservazione ad accaparrare il più possibile perché i figli possano avere un futuro migliore! Avete mai sentito di qualcuno che si augurasse che il figlio facesse il bracciante o lo spazzino....oops, operatore agricolo o ecologico? Io, no; un qualunquista con cui parlavo tanto tempo fa mi rispose: "Se tutti dobbiamo cadere nella merda, meglio stare in alto! Cascando su quelli caduti da più in basso c'è forse la possibilità di tenere la testa fuori!" ....
E torniamo alla Democrazia, gli esempi che mi vengono
in mente, (tranne esempi di demagogia, però, finiti tragicamente:
come il caso di Masaniello e Cola di Rienzo) sono Atene nel V
Secolo a.C. ed il tempo attuale; in entrambi i casi il consenso era
(ed è) ottenuto mediante la distribuzione di ricchezze altrui
(dalle colonie e mediante i bottini di guerra allora, dallo
sfruttamento sistematico dei Paesi del Terzo e Quarto Mondo
ora).
Allora, come oggi, il popolo veniva tenuto a bada migliorando il
tenore di vita mediante lo sfruttamento dei poveri (a proposito
avete visto i prezzi delle bottiglie di conserva di pomodoro nei
supermercati? Ci fosse qualcuno che proponesse di tassare del 50%
quel prodotto, con un bassissimo impatto sulle nostre tasche ed
ovviamente trovando il sistema di salvaguardare le fasce più
deboli, e contemporaneamente mettere in regola con il ricavato e
dare un salario decente ai maghrebini ed ai sudanesi sfruttati dal
"caporalato").
Ma la proposta precedente, come altre di analogo tenore, non possono essere poste in essere in un sistema democratico perché farebbero perdere il favore della maggior parte degli elettori (che votino a sinistra o a destra è la stessa cosa) con l'eccezione di, forse, un 10% circa che a mio parere si colloca in buona misura fra l'elettorato di sinistra o centrosinistra (di profonda convinzione cristiana) che, a mio avviso, pensa stoltamente di poter , con il dialogo e l'esempio, portare dalla propria parte tutti gli altri. Seppur lodevole, questo modo di pensare non è suffragato da esempi storici, insomma non è mai successo che la parte migliore sia riuscita a prevalere su quella peggiore ed un vecchio adagio recita: "Moneta cattiva scaccia moneta buona" (John Gresham, economista inglese del XVI secolo).
In tal senso l'Anarchia è nettamente superiore alla Democrazia in quanto in questa le ragioni della maggioranza vengono imposte alla minoranza che evidentemente non le ha capite. Questo è vero se la maggioranza è di stampo progressista e, quindi, tende a rafforzare il senso della comunità e della solidarietà. Ma se la maggioranza è di stampo conservatore? Beh, io, e penso anche il 10% che ho citato sopra, resto meravigliato del fatto che tutta questa gente non sia riuscita a comprendere l'intrinseca superiorità del pensiero progressista.
Che fare, dunque? Questo è il problema.
Un'altra peculiarità dei paesi "Occidentali" è che sono i fieri custodi della Democrazia, nel senso sopra indicato, però! e, che io sappia, non c'è un solo Paese nel resto del Mondo che possa fregiarsi di tale titolo (sempre secondo le regole dettate dagli amerikani). C'era l'Unione Sovietica, ma il modo in cui trattava gli intellettuali dissidenti non era gradito neanche alla nostra sinistra, molti componenti della quale avrebbero subito lo stesso trattamento se l'Italia fosse entrata nell'orbita del Comecon. C'è ancora la Cina Popolare sulla quale la maggior parte dei miei amici progressisti glissa pudicamente specialmente dopo i fatti di Tien An Men del 1989.
Però, tutto, amici cari, non si può avere: Democrazia, libertà di diffondere le proprie idee, antimperialismo, restituzione del maltolto, ecc.... a qualcosa bisogna rinunciare. Devo essere sincero nel dire che avendo vissuto il '68 con le conseguenze che ha avuto (brigate rosse, restaurazione) la possibilità che la Cina potesse disgregarsi sotto le spinte libertarie degli studenti Pechinesi e cessare di essere un futuro baluardo di fronte allo strapotere degli Stati Uniti (dove, guarda caso, si sono rifugiati tutti i leader sopravvissuti del movimento) mi ha messo un po' di paura.
Io penso che gli studenti dovrebbero custodire gelosamente le proprie utopiche convinzioni, passarle al vaglio degli anni che passano finché raggiunta la mezz'età, quando saranno la spina dorsale del Paese in tutti i campi, Politica compresa, se ancora le riterranno valide, propugnarle nel livello che avranno raggiunto; in fondo non è successo così con Gorbaciov che, zitto zitto, era riuscito a diventare il delfino del temuto capo del KGB, Andropov (io sospetto, tuttavia, che Gorbaciov sia stato il più grosso successo di tutti i tempi della CIA!!).Comportamenti difformi, e l'esito del '68 lo conferma, consistono soltanto nel creare casino senza un reale costrutto e, nella maggioranza dei casi, senza un reale convincimento.
Certo la dialettica fra i Partiti in Occidente favorisce la crescita ma è soggetta a troppi compromessi e condizionamenti, meglio una sorta di "centralismo democratico" di antica memoria (PCI) all'interno di un partito unico che nasce e rimane progressista, quindi favorevole allo sviluppo delle masse a spese dell'individuo e del suo innato egoismo.
Qualcuno mi ha obbiettato:"Ma è una
dittatura e come tale si autoalimenta, non darà mai spazio, anche
fossero raggiunti tutti gli obiettivi, all'Anarchia che ti
piace tanto!".
Probabile!
Bene, fermo restando che fra
una Democrazia di stampo occidentale ed il Partito Unico Cinese, le
mie preferenze vanno a quest'ultimo, debbo riconoscere che di
pecche ne ha parecchie.Timoleonte era nato nel 400 a.C. a Corinto, ed odiò
sempre la tirannide, sino al punto di partecipare alla congiura per
uccidere il proprio fratello, Timofane, nel 366 a.C. per amor di
patria.
Chiamato a Siracusa con pieni poteri per risolvere un conflitto fra
classi sociali cui non si riusciva a porre rimedio, affrontò la
situazione (sconfisse anche i Cartaginesi che cercavano di
approfittare del momento di debolezza della grande città
magnogreca) e poi si dimise riconsegnando il potere al popolo.
Eccezionale! (per inciso, meno di cinquanta anni dopo Siracusa era in mano ad Agatocle che tentò di farsi incoronare re di Sicilia).
Un abbraccio ;-)
Aldo
Grazie a:
WebGraf.it
per avermi consentito di utilizzare alcuni
'bottoni';
www.hyperbanner.net che
mi ha regalato il contatore delle visite ;-)
indispensabile strumento che mi ha consentito di
controllare l'HTML da me scritto;
creato da Aldo Maggi
turms@ciaoweb.it; commenti e suggerimenti sono estremamente
graditi ;-)))
data ultima modifica: 29 agosto 2001
URL: http://mysite.ciaoweb.it/turms/polit.html