B La Religione
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La religione è necessaria a tutti noi


Papiro Qumran 7q5 Il papiro 7q5 ritrovato in una grotta di Qumran in Cisgiordania è, da noti studiosi, considerato il più antico documento del Vangelo di Marco e potrebbe essere stato scritto intorno al 50 d.C. retrodatando di almeno venticinque anni le precedenti supposizioni riguardanti l'epoca in cui gli scritti neotestamentali sono stati redatti.
Le poche lettere greche leggibili, seppur fra contestazioni che sembrano, comunque, diventare sempre più deboli, sarebbero da ascrivere al passaggio del vangelo di Marco 6:52-53 che recita così: "...[52]perché non avevano capito il fatto dei pani, essendo il loro cuore indurito. [53]Compiuta la traversata, approdarono e presero terra a Genèsaret...."
Krishna L'Induismo è una delle religioni più antiche ora esistenti (ed anche in senso assoluto); ha, da sempre, curato molto l'introspezione, il "conosci te stesso", insomma, e l'intimo rapporto con la divinità che, seppur frazionata in una miriade di dei, riporta comunque a Brahman, cioè.... Dio Creatore!
La letteratura originata da questa religione è immensa, tuttavia trovo interessante, anche se confesso di non averlo letto per intero, Bhagavad Gita che rappresenta, in una battaglia campale, l'eterno scontro dentro di noi fra tendenze buone e cattive.
La Ruota Buddhista ....tutti noi siamo nati, abbiamo preso coscienza della prima Nobile Verità della sofferenza, sappiamo di dover morire e aspiriamo alla realizzazione liberante di cui il Buddha fece esperienza....
in queste poche parole può essere racchiusa una "summa" dell'insegnamento del Buddha.
Il buddhismo, discendente dell'induismo, Buddha infatti è una delle incarnazioni di Brahma, si connota, forse, per una maggiore trascendenza basata sulla meditazione.
Il nome di Allah ....non c'è alcuna divinità degna di essere adorata eccetto Allah e Mohammad è il suo Profeta....
l'esclusivismo di questa religione è chiaramente espressa in questa citazione.
L'Islam, grazie alla forte immigrazione dalla sponda Sud del Mediterraneo è oggi la seconda confessione in Italia. Continua ad espandersi, particolarmente in Africa, per una grande propensione al proselitismo. Sulle ali delle parole di Muhammad, nel 7° ed 8° secolo i musulmani arabi occuparono le regioni rivierasche comprese fra l'attuale Turchia fino alla Francia ed a Sud-Est fino all'India.
T miniata utte le parole hanno un'origine e la parola Religione deriva dal verbo latino religare, cioè 'legare strettamente', connesso con la costruzione dei 'ponti'. E quello che ora è un ingegnere civile specializzato in ponti e strade era allora un magistrato: il pontefice. Il fatto che l'arte di costruire ponti fosse ancora largamente empirica certamente comportava un complesso rituale di imbonimento delle divinità che finì per trasformare il pontificato in una carica religiosa ai tempi dell'impero, carica che con l'avvento del cristianesimo fu incorporata in quella del vescovo di Roma, il Pontefice, appunto! Comunque il valore simbolico rimane: la religione come ponte fra divinità ed umanità, uomo e divinità strettamente connessi. Tutte le religioni (almeno ai loro albori) portano al bene, inteso come comportamento etico, civile convivenza, solidarietà, ed in tal senso sono gli insegnamenti fondamentali che nella religione che è alla base della cultura occidentale si concentrano essenzialmente nei dieci (o nove?) comandamenti ma sono altrettanto presenti in tutte le altre; tanto che viene da pensare che la religione nasca come strumento dei più deboli per imbrigliare le forti passioni egocentriche dei più forti, la storia, infatti è piena di esempi in questo senso:
Algardi - Leone ferma Attilala fermata di Attila da parte di Papa Leone Magno (a sinistra in un rilievo di Alessandro Algardi del 1645 in S.Pietro in Vaticano, Roma) , Enrico VII in ginocchio nella neve davanti al castello di Matilde di Canossa, ecc. Però, prima o poi, nella storia di ogni religione, il potere secolare è riuscito ad impadronirsi della carica più alta o ad addivenire a patti vantaggiosi: nell'Egitto dei Faraoni, nella Roma Imperiale, nell'Inghilterra di Enrico VIII, nella Roma Rinascimentale, ecc. E nuovi riti sono nati e rifondazioni sulle basi originarie o quasi (in Europa esempi sono Francesco d'Assisi, Ignazio di Loyola, ecc.), illusoriamente a vantaggio del popolo e comunque per ricostruire il ponte fra uomo e divinità eliminando, per quanto possibile, le incrostazioni sovrapposte dalle passioni temporali.


Tutti abbiamo bisogno della religione perchè risponde a quei quesiti cui la scienza non sa dare risposta: "da dove veniamo? che stiamo a fare qui? che fine faremo?". E' anche vero che noi possiamo fare a meno di trovarci una risposta, ma di certo prima o dopo, forse anche solo per pochi giorni, in momenti particolari della nostra vita, questi interrogativi saranno preponderanti.
Se anche analizziamo il contenuto consolatorio della religione, ci accorgiamo che la sua portata è immensa: è la differenza fra avere di fronte un sereno panorama in cui ci si libra al sole come uccelli privi del timore di essere ghermiti da un rapace, ed il trovarsi di fronte un buco nero in cui tutto è distrutto e cancellato per sempre. Non sentirsi soli, essere parte di qualcosa molto più grande ancorché inconoscibile per le nostre deboli menti, di contro alla solitudine estrema cui ci porta il materialismo cui non giova più di tanto, nel suo intimo e disperato egoismo, persino l'afflato solidale con gli altri esseri umani.
Certo Feuerbach diede una sua interpretazione dellaLa pentecoste - Codice Miniato divinità cui aderisco in buona misura: (mi perdonino gli studiosi di filosofia;-) la divinità rappresenta il desiderio innato dell'uomo di potere tutto, di fronte alla propria povera realtà di poter solo.... desiderare tutto. Ma la mia idea di Dio è un po' diversa. dire che può tutto è un concetto molto umano che, come dicevo sopra, si rifà al fatto che noi tutto "non possiamo"! ma Dio è molto di più....E' TUTTO! e non prova, a mio avviso, la molto umana soddisfazione di potere tutto, cosa cui noi saremmo proni se per un attimo fossimo in quella condizione.
Dio è tutto, passato, presente, futuro, perché è fuori dal tempo: qualunque mia azione è già a lui nota perché per prima cosa io sono una parte di lui e per seconda perchè non ha necessità di attendere che io la compia e certamente se io la compio fa parte del suo "segreto" disegno, ammesso che l'abbia....chi lo obbliga? Dio esiste, non c'è bisogno di dimostrazione se non il fatto che noi stessi esistiamo, qualunque ipotesi contraria passa per discorsi sofistici che giocano sulla incompletezza della parola nell'esprimere i significati.
Io non sono Dio (sono una parte di lui) quindi faccio parte di un qualcosa di cui non riesco a comprendere l'interezza: come se fossi una piuma fra le più interne di un uccello in volo non potrei avere idea della sua interezza.
Poiché, come tanti nel nostro Paese, provengo dalle file cattoliche, non posso non criticare gli studi dei rapporti fra Padre e Figlio sviluppati dai padri apologeti: la loro presunzione è stata proprio quella di non considerarsi una piuma ma qualcosa al di fuori in grado di vedere l'uccello nella sua complessità (a che pro poi?)

Aldo

P .S. Contribuite ad approfondire quanto scritto in questa pagina (anche controbattendo), da solo non ne sono capace, quello che ho dentro, spesso, non riesco ad esprimerlo, forse dico una cosa un po' grossa, ma vorrei che questa pagina fosse un mio testamento spirituale per mio figlio in modo che quando avrà la mia età, forse, leggendolo potrà dire: "Ma guarda un po'... come la pensava quel 'Ciccio' di papà...."
Il mio indirizzo e-mail è: turms@ciaoweb.it


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data ultima modifica: 30 luglio 2001

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